Partito di Alternativa Comunista

Minneapolis in lotta contro l'occupazione federale

Minneapolis in lotta contro l'occupazione federale

 

 

di N. Irazu (Workers Voice, Usa)

 

Minneapolis è sotto occupazione paramilitare da parte del governo federale. Da dicembre l'operazione «Metro Surge» ha schierato più di 3000 uomini armati e mascherati provenienti da varie agenzie del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (Dhs), tra cui Ice e Cbp, più che in qualsiasi altra città. Le persone vengono sequestrate per strada, caricate su camion senza contrassegni e fatte sparire. Si trovano auto abbandonate con le chiavi ancora nel quadro, a testimonianza delle retate dell'Ice. Stanno sfondando porte senza mandati e interrogando le famiglie perché rivelino l'ubicazione dei loro vicini immigrati. I bambini vengono usati come esca per attirare i membri della famiglia e deportarli.
Finora due attivisti sono stati uccisi, altri due sono stati colpiti da colpi di arma da fuoco e molti altri sono stati attaccati con gas lacrimogeni e maltrattati con brutalità. In risposta la popolazione di Minneapolis si è organizzata strada per strada, quartiere per quartiere, per sostenersi a vicenda e contrastare la violenta occupazione della città. Con le loro organizzazioni di comunità e sindacali sono scesi in campo per organizzare azioni locali e di massa nella lotta per cacciare l’Ice dai quartieri.

 

Anatomia del terrore di Stato

Il 7 gennaio, Jonathan Ross, un agente dell'Ice armato e mascherato, ha sparato tre colpi alla testa di Renée Good e l'ha chiamata «puttana di merda». I suoi colleghi si sono assicurati che morisse negandole le cure mediche, ignorando le suppliche di un medico che si trovava sul posto. Come se non bastasse, la reazione immediata del governo federale è stata quella di difendere a spada tratta l’assassino, presentandolo come una persona che «temeva per la propria vita». Difficile intendere come un veterano dell’Ice come Ross potesse avere così tanta paura di una madre di tre figli disarmata che aveva appena lasciato suo figlio a scuola e che stava semplicemente guardando quello che stava accadendo: sarebbe sconcertante se non fosse una patetica invenzione per coprire un omicidio sponsorizzato dallo Stato.
Questa terribile sequenza di eventi si è ripetuta il 24 gennaio, quando sei agenti dell'Ice hanno circondato e picchiato Alex Pretti, un infermiere di 37 anni, prima di ucciderlo. Pretti si trovava sul luogo di un raid documentando l’operato dell’Ice e cercando di aiutare una donna che era stata buttata a terra dagli stessi agenti. Pretti è stato poi gettato a terra, picchiato e spruzzato con spray al peperoncino. Mentre era accecato dallo spray al peperoncino e disteso a terra, un agente dell'ICE gli ha sparato dieci colpi, uccidendolo. Sebbene Pretti fosse armato, in nessun momento ha estratto la sua arma né ha rappresentato una minaccia per gli agenti, anzi è stato infatti disarmato dagli stessi agenti prima di essere colpito. Il Minnesota è uno Stato in cui è consentito il porto d'armi visibile.
Ancora una volta, il governo federale ha definito una vittima uccisa dallo Stato come «terrorista nazionale». Il 14 gennaio, gli agenti dell'Ice hanno tentato di uccidere Julio César Sosa-Celis. Gli hanno sparato alla gamba davanti a casa sua e, ancora una volta, gli agenti hanno mentito sulle circostanze, fino a quando non è emerso un video che dimostrava che Sosa-Celis non aveva rappresentato alcuna minaccia per loro.
A Minneapolis, i lavoratori subiscono quotidianamente repressione e persecuzione. Gli agenti dell'Ice hanno lanciato gas lacrimogeni contro una famiglia di otto persone nella loro auto, tra loro un neonato che ha avuto bisogno di rianimazione cardiopolmonare. Hanno invaso scuole e sequestrato scuolabus per rapire bambini.  Liam Conejo Ramos, cinque anni, e suo padre sono stati rapiti mentre tornavano dall'asilo e rapidamente spediti dall'altra parte del Paese, in un campo di concentramento in Texas. I detenuti di questo stesso campo hanno protestato contro la loro incarcerazione al grido di «libertà».

Ci sono segnalazioni da parte di operatori sanitari di Minneapolis che parlano di agenti mascherati che sorvegliano cliniche e ospedali e seguono i pazienti fino alle strutture, nonché di professionisti che curano lesioni incompatibili con quanto riportato dalle autorità (leggi: l'Ice ha rapito delle persone, le ha maltrattate e ha mentito sulle circostanze).
La presenza massiccia di agenti dell'Ice a Minneapolis ha portato, dall’inizio dell’operazione, al rapimento di oltre 2400 persone in tutta l’area mentropolitana di Minneapolis-St.Paul. Con migliaia di agenti che pattugliano le strade, il Dipartimento della Guerra ha ora minacciato di inviare altri 1500 soldati per potenziare l’occupazione.

 

La direzione politica

Renée Good e Alex Pretti sono stati uccisi dagli agenti dell'Ice che hanno occupato Minneapolis in parte a causa di una fake news su Internet su cui l'amministrazione Trump si è basata per condurre l'operazione «Metro Surge». La fake news è diventata virale grazie a Nick Shirley, un ragazzo di 22 anni che ha fatto affermazioni false su una truffa multimilionaria nei servizi di assistenza all'infanzia gestiti da immigrati somali.
Tutte le operazioni dell'Ice si basano in qualche modo su una realtà falsa che presenta i lavoratori immigrati come criminali, distorcendo l'immagine di ciò che gli immigrati sono realmente: una parte essenziale della classe lavoratrice, integrante della vita culturale ed economica di questo Paese. Senza questa copertura ideologica, non sarebbe possibile per il governo avere sostegno al rapimento e alla scomparsa di persone. È necessario ingannare milioni di persone. Coloro che si schierano con gli immigrati contro questo regime terroristico, come Good e Pretti, rischiano di essere uccisi e di essere etichettati come «terroristi» dal Dipartimento della Sicurezza Nazionale per non essersi sottomessi a questa narrativa. Trump ha detto che, dato che Good era «molto irrispettosa nei confronti delle forze dell’ordine», meritava di morire. Lo stesso è stato detto di Pretti.
Dopo l'omicidio di Good, il vicepresidente J.D. Vance ha affermato che Jonathan Ross godeva di «immunità assoluta». Questo voleva essere un via libera concesso agli agenti dell'Ice dal governo federale che diceva: «Non temete di uccidere gli attivisti, andate avanti, commettete atti violenti contro la popolazione di questo Paese, noi vi sosterremo». Il governo federale è in guerra contro i lavoratori, sia nel Paese che all'estero.
Dall'altra parte dello «spettro» politico dominante, i leader politici eletti della città hanno abbandonato la popolazione al suo destino. Tim Walz, governatore del Minnesota, ha mobilitato la Guardia Nazionale. Ma qualsiasi illusione che lo stia facendo per affrontare l'occupazione federale è errata. Sta mobilitando la Guardia Nazionale perché ricorda l'esplosione popolare del 2020 che ha avuto il suo epicentro a Minneapolis. Non vuole che si ripeta questa esperienza che ha contrapposto le masse lavoratrici ai politici democratici e repubblicani. Come in passato esorta coloro che sono in piazza a «mantenere la calma».
Walz ci assicura che, pur sostenendo le proteste pacifiche, cerca una soluzione a questo caos attraverso i canali istituzionali borghesi. Dice alla gente di Minneapolis: «Andate a votare, lotteremo nei tribunali, ecc.». La sua intenzione è quella di condurre in un vicolo cieco il movimento, l’unico che ha la possibilità di contrastare davvero l'intero apparato statale assassino. Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha detto molte parolacce contro l'Ice, ma in un mondo in cui le azioni parlano più delle parole, il silenzio delle sue azioni trasforma le sue parole in innocui sussurri!
L'Ordine Fraterno della Polizia del Minnesota ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di «sostenere l’Ice» e giungono notizie che il Dipartimento di Polizia di Minneapolis copra le spalle agli agenti dell'Ice mentre questi lanciano gas lacrimogeni sui manifestanti. Questo non dovrebbe sorprenderci se comprendiamo che il lavoratore che attraversa la linea per diventare poliziotto (o agente dell'Ice) tradisce e abbandona la sua classe al servizio dello Stato capitalista. La soluzione non arriverà dai politici o delle istituzioni che si basano sullo stesso sfruttamento e oppressione capitalisti dell'Ice e di Trump. I lavoratori e gli oppressi devono fare affidamento su sé stessi e sui loro alleati nella loro lotta.

 

Organizzazione di base

Le strade di tutta l’aerea metropolitana sono diventate un campo di battaglia politico e fisico tra le forze di occupazione e le masse di persone che considerano la città la loro casa. I resoconti dal campo indicano che, all'interno della controffensiva generalizzata, c'è un fervore per l'azione che ha unito lavoratori, studenti e comunità nella lotta, ricordando la risposta della città dopo l'omicidio di George Floyd nel 2020.
Le organizzazioni con maggiore riconoscimento e risorse possono svolgere quotidianamente corsi di formazione di autodifesa contro l'Ice per migliaia di persone. I gruppi di autodifesa si sono diffusi in interi quartieri e singole strade, con chat su Signal che coinvolgono centinaia di residenti. Queste sono interconnesse con altre chat di vicini, creando una rete di organizzazione che consente una risposta immediata all'attività dell'Ice in qualsiasi parte della città. Quando l'Ice si presenta in un quartiere, le persone possono essere lì in un minuto e, a volte, escono centinaia di persone.
In una riunione di May Day Strong, uno degli organizzatori ha riferito che almeno il 4% di ogni quartiere partecipava a queste reti. Ciò significa che sono state gettate le basi per una solida organizzazione comunitaria di base. Come attivisti, dobbiamo organizzarci per aumentare le dimensioni di queste reti e consolidarle attraverso assemblee locali di massa aperte a tutti i membri delle nostre comunità. Potremmo eleggere i dirigenti, votare le nostre rivendicazioni, coordinare l'aiuto reciproco e difendere efficacemente le nostre comunità dalle bande itineranti di uomini armati e mascherati che occupano Minneapolis. Queste reti, se consolidate in assemblee comunitarie dal basso verso l'alto e collegate tra loro, potranno coordinare la lotta in tutte le città.
Il terrore di Stato è all'ordine del giorno. L'amministrazione non farà marcia indietro a meno che non si trovi di fronte al vero potere della classe lavoratrice. Poiché sono le mani dei lavoratori che fanno funzionare l'economia, sono anche le mani dei lavoratori che possono paralizzarla. La classe lavoratrice organizzata ha il potere di mettere i bastoni tra le ruote della produzione e della circolazione capitalistiche, colpendo il cuore della classe capitalista dominante che sostiene il regime di Trump. La Giornata di Azione del 23 gennaio a Minneapolis ci ha dato un'idea di questo potenziale.

 

Gli scioperi e le azioni sindacali

Con temperature che hanno raggiunto i -28 gradi, decine di migliaia di lavoratori, studenti, piccoli commercianti e membri della comunità hanno marciato nel centro di Minneapolis per condannare l'occupazione della loro città. Anche se le stime oscillano tra 50.000 e 100.000 persone in strada, è stata, a detta di tutti, una dimostrazione di forza enorme. «Sono venuti tutti», è stato dichiarato alla stampa.
L'insopportabile persecuzione, i rapimenti e gli omicidi perpetrati dal governo federale nella città metropolitana hanno aumentato il numero di persone che sentono il dovere di fare qualcosa, qualsiasi cosa, per porre fine a questa barbarie. Nei sindacati, i dirigenti hanno sentito la pressione della loro base per partecipare al movimento.
La prima Giornata d'Azione è nata da una riunione di organizzazioni comunitarie, religiose e sindacali dopo l'omicidio di Good. Hanno indetto la Giornata della verità e delle libertà: «Niente lavoro, niente scuola, niente acquisti» (1). Seiu Local 26, Unite Here Local 17, Cwa Local 7250, Atu 1005 e altri sindacati locali e organizzazioni comunitarie hanno convocato una Giornata di Azione, con una manifestazione nel centro di Minneapolis [mentre pubblichiamo questo articolo è in corso un secondo sciopero, ndt]. Hanno avuto il sostegno anche dalla Federazione sindacala Afl-Cio (2), che ha dichiarato: «I lavoratori, le nostre scuole e le nostre comunità sono sotto attacco. I membri dei sindacati vengono arrestati mentre vanno e tornano dal lavoro, il che sta distruggendo le famiglie. I genitori sono costretti a rimanere a casa, gli studenti non possono andare a scuola per paura di perdere la vita, mentre la classe padronale rimane in silenzio. Le nostre federazioni sindacali incoraggiano tutti a partecipare il 23 gennaio. È ora che tutti i cittadini del Minnesota che amano questo Stato e il concetto di verità e libertà alzino la voce e rafforzino la loro solidarietà con i nostri vicini e colleghi che vivono sotto questa occupazione federale».
Il Giorno d'Azione del 23 gennaio è stato, in effetti, uno sciopero di massa, come ha affermato il presidente della Cwa Local 7250, Kieran Knutson, in una telefonata con l'autore di questo articolo. Ha specificato che, sebbene il sindacato incoraggiasse i propri membri a prendersi un giorno di malattia e partecipare, non stava organizzando uno sciopero. Altri sindacati hanno fatto lo stesso. L'Atu 1005 ha chiarito sulla sua pagina facebook che, sebbene sostenesse l'azione, non poteva dire ai propri membri di prendersi un giorno libero dal lavoro.
Ma questo non deve portarci a sottovalutare l'importanza di questa giornata. I sindacalisti e gli organizzatori sul campo riferiscono che alcuni luoghi di lavoro hanno chiuso completamente, mentre in altri si è verificato un 30% di assenteismo e i dirigenti hanno dovuto svolgere il lavoro dei lavoratori per mantenerli aperti. All'aeroporto di Minneapolis, la principale via di espulsione degli immigrati sequestrati, un rappresentante di Unite Here ha dichiarato alla stampa: «Molti lavoratori aeroportuali del sindacato non si sono presentati al lavoro venerdì per favorire la chiusura e molto si sono dati malati».
Sebbene l'assenza di massa e la protesta non abbiano paralizzato l'economia, ora si sta discutendo la possibilità di organizzare un vero e proprio sciopero generale politico. La Giornata d’Azione apre lo spazio per parlare con i nostri colleghi del nostro potere collettivo e per formare comitati di lavoratori che facciano pressione sui dirigenti dei nostri sindacati affinché siano costretti a esporsi in prima linea in questa lotta.
L'immaginazione ha preso il volo: potremmo organizzare riunioni di massa di migliaia di lavoratori, in rappresentanza di centinaia di migliaia di lavoratori, in una grande conferenza del movimento operaio, per discutere e decidere come portare avanti uno sciopero generale. I sindacati possono e devono essere sia la lancia che lo scudo delle nostre comunità contro l'occupazione. C'è molto da imparare dallo storico sciopero generale di Minneapolis del 1934 (3), quando il sindacato Teamsters Local 544 guidò una battaglia contro i padroni, la polizia e le bande fasciste per far diventare Minneapolis da una città senza sindacati in una città sindacalizzata.
Indetto dal movimento sindacale, uno sciopero generale politico sarebbe una forza seria in grado di fermare l'Ice e l'amministrazione Trump. Metterebbe in discussione l'intero sistema capitalista marcio che mentre va in decomposizione uccide i nostri vicini. Chi merita di guidare la società: persone come Trump, Vance e Miller, o le eroiche masse lavoratrici che scendono in strada ogni giorno per difendersi a vicenda?

 

Note

  1. https://labornotes.org/2026/01/will-ice-ignite-mass-strike-minnesota
  2. https://www.laborpress.org/ice-out-january-23rd-general-strike-brewing-in-minnesota/
  3. https://workersvoiceus.org/2021/02/17/1934-minneapolis-teamsters-strike-accomplished-with-a-revolutionary-socialist-leadership/

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